Prevenire l’infarto: la prima regola è una corretta alimentazione

Prevenire l’infarto: la prima regola è una corretta alimentazione

Numerosi studi scientifici dimostrano che una corretta alimentazione associata ad un’attività fisica adeguata alla propria età e al proprio fisico, siano le basi per ridurre il rischio di eventi ischemici cardiaci come l’infarto.

Con infarto si intende la condizione di insufficiente o assente apporto di ossigeno al muscolo da cui dipende la nostra vita, il cuore.
Anche se le cause d’infarto possono essere diverse, nella maggior parte dei casi sono legate a una condizione di trombosi e aterosclerosi, quindi a coaguli o ostruzioni delle arterie coronariche, tali per cui il sangue non arriva più al cuore in modo corretto.

Tra i responsabili delle ostruzioni a livello delle arterie ci sono i grassi, che si accumulano e depositano fino a generare dei veri e propri ostacoli che impediscono il corretto passaggio del sangue.

Questo ci aiuta a comprendere l’importanza della corretta alimentazione per prevenire il rischio di patologie cardiovascolari e di episodi drammatici come l’infarto.
L’obesità rappresenta infatti uno dei principali fattori di rischio, insieme al fumo, e per questo dovrebbe essere contrastata con una dieta bilanciata e attraverso un’attività fisica adeguata.

Come scegliere un piano alimentare e di allenamento ideali per ridurre il rischio di infarto?

Abbiamo chiesto il parere del Dr. Stefano Guzzetti, cardiologo in Asisa Care Milano.

Dieta e attività fisica devono essere calibrati sulla singola persona, dopo un’attenta analisi della storia clinica e familiare del paziente.

Alla Clinica Asisa Care di Milano siamo convinti che un corretto e completo protocollo di prevenzione debba essere elaborato grazie alla collaborazione tra più specialisti e dopo analisi specifiche.

Abbiamo infatti individuato un percorso di collaborazione tra specialista dietista e cardiologo, per identificare le persone a rischio più elevato di infarto miocardico, per personalizzare completamente gli interventi preventivi.
Lo stesso vale per chi pratica sport a livello agonistico e che ha la necessità di introdurre calorie e nutrienti in apporto sufficiente per gestire l’attività fisica senza sottoporre il cuore ad uno stress che potrebbe generare danni anziché benefici.

Anche se le due categorie indicate sono sicuramente quelle che richiedono necessariamente un approccio combinato, vale lo stesso per ogni persona.
Una dieta sana deve tenere conto di una attività fisica adeguata e viceversa, sempre con attenzione al corretto funzionamento dell’apparato cardiocircolatorio.

Diversi sono i livelli di rischio cardiovascolare in base ad età, sesso, abitudini alimentari e livelli di attività quotidiana.
L’astensione dal fumo, il controllo del peso corporeo e una dieta ricca di frutta e verdura sono consigli da dare a tutti, ma quando si deve meglio specificare la dieta o l’attività fisica possibili per il singolo bisogna tenere conto della sua vita quotidiana e della sua storia.

Per chi ha già avuto un infarto la necessità di prevenire nuovi episodi potrà portare a scelte diverse rispetto a quelle consigliate per la prevenzione primaria degli eventi cardiovascolari.

In conclusione: scelte di dieta precise e soprattutto su misura per la singola persona.

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